LOCATION: 7,5; CIBO: 7+; SERVIZIO: 6,5
TIPOLOGIA DI LOCALE: cucina romana
PREZZI: medi
INDIRIZZO: Via di Monte Testaccio, 97, 00153 Roma RM
CONSIGLIATO: nì

Nello storico quartiere Testaccio, in una via dall’aspetto anonimo spunta il cartello indicante il nome dell’osteria Da Flavio al Velavevodetto.
Dobbiamo addentrarci nella viuzza per ritrovarci all’ingresso del locale dove spuntano le numerose targhe e locandine che citano i premi e gli elogi che il ristorante ha ricevuto nel tempo. In effetti, nonostante il fatto che il locale abbia aperto nel 2008, esso ha saputo aggiudicarsi in breve tempo la nomina di uno dei migliori ristoranti di cucina romana nella capitale. Non a caso inoltre Velavevodetto sorge accanto allo storico locale Da Felice, pietra miliare dei ristoranti romani: lo chef del locale, Flavio de Maio, ha lavorato per alcuni anni da Felice prima di aprire il suo ristorante.

Torniamo a parlare del ristorante, noi ci siamo recate a provarlo una domenica a pranzo alle 14. Già all’ingresso abbiamo notato la grande affluenza nel locale, fila per richiedere il tavolo anche per chi aveva prenotato e fila per pagare il conto, sicuramente poca organizzazione per gestire tutte quelle persone dato che abbiamo trovato difficoltà anche solo per parlare qualcuno del servizio. Abbiamo poi atteso pazienti il tavolo che ci è stato dato dopo circa 15 minuti di attesa in una delle sale interne. Il locale dispone di due sale interne, un cortile e una terrazza. Nelle sale principali sono visibili dietro delle vetrate i resti del monte dei Cocci, il che può rendere l’ambiente molto suggestivo se non fosse che l’atmosfera non ci ha entusiasmato: l’arredamento del locale è inesistente, i quadri alle pareti li abbiamo trovati bruttini.

Per quanto riguarda il menù esso offre pochi piatti tutti rigorosamente romani, inoltre la proposta di piatti cambia stagionalmente. Attenzione quindi a non farsi ingannare dal menù presente nel sito: il vero menù contiene un sottoinsieme di quelli indicati nel sito e cambia di stagione in stagione.
Noi ci siamo ovviamente lasciate tentare dall’ordinare i primi che pare sia la specialità del locale. Quindi carbonara e cacio e pepe. I piatti ci sono stati serviti abbastanza velocemente e abbiamo subito notato che le porzioni erano molto abbondanti. Peccato però che la pasta non ci ha convinto al 100%: la carbonara conteneva un po’ troppa acqua di cottura e quindi anche il sapore dell’uovo era attenuato. Era giusta la quantità di pepe e di pecorino, il guanciale invece era tagliato in pezzi troppo grossolani che risultavano duri e rinsecchiti piuttosto che croccanti.

La cacio e pepe invece era mantecata poco e non risultava cremosa, dopo poco tempo i tonnarelli diventavano un po’ collosi.

Anche per gli antipasti abbiamo da ridire, prezzi troppo alti e poca scelta (almeno per l’antipasto si poteva proporre qualcosa di più). Abbiamo ordinato una bruschetta con porchetta e ci è stata portata una fetta di pane bruscato ormai freddo e molle con sopra la porchetta al prezzo di 7€! Decisamente un prezzo troppo alto per la quantità e la qualità offerta.


Buono il dolce, il tiramisù al bicchiere che è la specialità del locale (costo di 6€).

Conclusioni:
Sui primi piatti c’è da migliorare, avevamo grandi aspettative che sono rimaste deluse. Dovrebbero essere il must del locale invece ci sono parsi mediocri.
Location da rivedere, basterebbe un po’ più di cura per rendere il locale più carino. Anche l’atmosfera era troppo fredda: una vera osteria si caratterizza per l’ambiente familiare e accogliente, invece non abbiamo percepito questo.
I prezzi erano giusti per i primi piatti e i secondi, mentre gli antipasti e i dolci ci sono sembrati troppo cari.
Insomma ristorante buono ma non eccelso, forse pubblicizzato troppo rispetto a quanto effettivamente offre.
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