LOCATION: 7; CIBO: 7 e mezzo; SERVIZIO: 8
TIPOLOGIA DI LOCALE: ristorante di pesce
PREZZI: medi
INDIRIZZO: Via Augusto Dulceri, 56, 00176 Roma
CONSIGLIATO: sì


Siamo state recentemente invitate a provare un ristorante di pesce “Approdo 56” aperto da appena due anni nel quartiere Pigneto su invito di Peppe Food guide. La cena è partita con un’interessante introduzione offerta dall’oste Luca che si è dimostrato fin da subito accogliente e disponibile. Ci è piaciuta la filosofia del locale che predilige il pescato locale il cui gusto è autentico e distinguibile. Per questo motivo non troverete mai lo stesso menu a seconda del pesce disponibile. Vongole, calamari e gamberi? No grazie. Molto gettonate in vari ristoranti di pesce, sono però spesso importate surgelate e perdono quel gusto e la freschezza che Approdo 56 vuole difendere. Potrete dunque sbizzarrirvi con tanti tipi di pesce selezionati in base a questo approccio e secondo le ricette ideate dallo chef Pietro.
L’ambiente interno è carino, si vede che è stato recentemente ristrutturato. Potete notare tanti piccoli dettagli che richiamano l’ambiente marino così come la scelta del design dell’arredamento in generale e lo stile delle pareti, il cui colore chiave è il blu. Location a tema dunque, semplice ma elegante allo stesso tempo.
Il menu
Abbiamo assaggiato un pò tutti i piatti forti del locale a partire da uno sfizioso antipasto con trigliette di Anzio fritte, bruschette con i totani e polpo croccante su crema di cannellini. Il piatto preferito della serata è stato quello con gli spaghetti con gambero rosa di Anzio, totani ed aglio nero (15 euro), dal sapore particolare e molto gradito. A seguire abbiamo finalmente provato il pescato del giorno: per noi è stata la prima esperienza con l’Ala di razza alla griglia e patate pasticciate alla paprica (16 euro) e i filetti di sgombro arraganati con crostino di pane (14 euro).



Ciascun piatto ci è stato presentato da Luca accompagnandolo con due freschi vini bianchi, uno francese della provenza e un grechetto umbro laziale che sostengono uno dei motti del locale: “il pasto senza vino si chiama colazione”. Ciò è stato confermato dall’attenta scelta di vini da parte di Luca.
Non potevamo non assaggiare la loro torta di riso all’emiliana con caramello all’arancia (5 euro) e per finire piacevolmente la cena un amaro 32 gradi di produzione propria, molto aromatico (oltre 30 erbe in infusione), non troppo forte.

Conclusioni
Ve lo consigliamo per i piatti di pesce originali e molto vari, che non trovereste facilmente altrove, per non parlare del servizio molto attento alle esigenze del cliente. I prezzi? Direi accessibili per essere un ristorante di pesce (spesa media 35 euro a testa).
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