LOCATION: 7; CIBO: 7.5; SERVIZIO: 8
TIPOLOGIA DI LOCALE: sushi restaurant
PREZZI: medio-alti
INDIRIZZO: Via Nomentana 1051, 00137 Roma


Torniamo a raccontarvi una nuova esperienza di sushi alla carta da “Sushita“, un ristorante fusion italo-giapponese dove la cucina giapponese si sposa per l’appunto con quella italiana, in un modo che non avevamo mai sperimentato prima. Partiamo però sempre dalla location, che dispone esternamente di un ampio giardino attrezzato con i tavoli, dove si può mangiare piacevolmente nelle stagioni più calde, mentre internamente c’è una sala medio-piccola, ma ben arredata in stile moderno. Abbiamo apprezzato l’idea di arredare ogni tavolo con una bambolina giapponese di legno, molto graziosa.
Cosa mangiare
Parliamo di una cucina fusion, quindi non la solita cucina giapponese a cui siamo abituati. Lo abbiamo scoperto assaggio dopo assaggio nel corso di una serata all’insegna della novità.
Ci hanno colpito subito con l’antipasto: il piatto migliore è stato decisamente il pollo Karaage (7 euro), marinato 24h con salse e spezie giapponesi e un’impanatura di patate davvero buona. È stato quello che abbiamo preferito nel corso della cena. A seguire tra gli antipasti abbiamo provato il Carpaccio di salmone (13 euro) di base giapponese, ma in questo caso con l’aggiunta degli ingredienti italiani, come la cipolla e il pistacchio. In genere il sashimi non ci fa impazzire, ma l’accostamento di sapori proposto ci è piaciuto. Abbiamo trovato molto sfiziose anche le chips di tubero giapponese accompagnate da maionese piccante.



Per quanto riguarda gli Uramaki, abbiamo assaggiato 3 diversi piatti “special”. “Pineto” (18 euro) è quello che ci ha convinto di più con i gustosi roll di gamberi in tempura guarniti con ingredienti tutti italiani, come il gambero rosso di Sicilia, la maionese al basilico di loro produzione e i pinoli mediterranei. A seguire abbiamo trovato particolare anche “Italy” (14 euro), di cui già il nome suggerisce la provenienza degli ingredienti. Questo piatto è composto da roll di tonno e salmone con zucchine e fagiolini, guarnito di pomodorini secchi e olio di basilico. Infine, abbiamo provato “Alba“, dei roll in tempura con verdure all’interno e top con tartare di tonno, gel al tartufo e porro croccante. Abbiamo avvertito molto l’impronta italiana in tutti e tre i piatti, quindi li suggeriamo per chi è scettico verso la cucina giapponese e non vuole allontanarsi troppo dal gusto italiano a cui è abituato. Provare questo locale può essere una buona occasione per cambiare idea sul sushi!


Abbiamo concluso la cena con due dolci tipici della cucina giapponese, ma rivisitati in chiave italiana: il Bao (5 euro) con nutella, croccante di sesamo e mandorle e il Dorayaki con la crema chantilly. Entrambi i dolci sono da provare.

Conclusioni
Si tratta di un ristorante fusion che abbraccia anche il gusto di chi non ama particolarmente la cucina giapponese, grazie all’influsso della cucina italiana in ogni piatto. Un sushi di questo tipo può far ricredere anche i non appassionati. Per chi invece è solito mangiare sushi, questa può essere l’occasione per sperimentare qualcosa di nuovo e scoprire accostamenti particolari.
Trattandosi di sushi alla carta non è un locale economico, però il rapporto qualità-prezzo è buono.
Il personale è molto professionale e disponibile con i clienti.
Cosa aspettate voi a sperimentare Sushita?
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