Dolce

LOCATION: 8; CIBO: 9; SERVIZIO: 8

TIPOLOGIA DI LOCALE: pasticceria; ristorante

PREZZI: medio-alti

INDIRIZZO: Via Tripolitania 4, 00199 Roma

CONSIGLIATO:

Per i più golosi oggi regaliamo una piacevole sorpresa! Parleremo infatti di un locale abbastanza conosciuto a Roma, situato nel quartiere Africano, in cui il dessert è la specialità principale. Non a caso al locale è stato dato proprio il nome “Dolce“.

Partiamo come al solito dalla location: ambiente moderno leggermente soffuso, accattivante e ben arredato. Si compone di uno spazio esterno che in genere è il più gettonato, soprattutto in primavera/estate e uno all’interno, principalmente al piano superiore, dove c’è un’ampia sala piena di tavoli a cui si arriva con un’elegante scala a chiocciola. Nonostante l’ampio spazio disponibile è necessario mettersi in lista per entrare perché c’è sempre molta fila: a volte si aspetta per più di un’ora per essere chiamati. Fortunatamente è possibile prenotare sia per la cena che per la merenda e si può fare anche online.

Passiamo però a ciò che più ci interessa: il dolce. Non molti menù offrono una così ampia scelta. Innanzitutto partiamo con il piatto forte: la cheesecake. A nostro avviso le più appetitose sono: la Nutella Cheesecake con brownie al cioccolato, salsa alla nutella e praline croccanti (9 euro), la Red Velvet Cheesecake con fresh cream cheese, pan di spagna ai lamponi, cioccolato bianco e lamponi freschi (8 euro), l’Oreo Cheesecake con fresh cream cheese e crema al cioccolato con i biscotti Oreo (9 euro) e infine The Queen Cheesecake con biscotto cookie, cioccolato, Oreo cream cheese e brownies (10 euro). Vi regaleranno dei momenti di puro piacere!

Per continuare la lista ci sono poi le cheesecake al burro di arachidi, al cocco, con noci pecan caramellate, con crema al cioccolato bianco o fondente e al pistacchio, salsa al mango e tiramisù cheesecake (tutte costo 8 euro).
E’ anche possibile personalizzarle aggiungendo cioccolato a scaglie o fuso, bianco o fondente.

Sunday Brunch

La domenica potrete provare la piacevole esperienza del brunch in stile newyorkese a partire dalle 11.

Il menù offre una vasta scelta tra salato (bagel, uova, omelette, burger e sandwich di ogni genere) e dolce (pancake, french toast, waffle, e molti altri).

Da amanti della colazione dolce abbiamo sperimentare i pancakes.. imperdibile è il Kinder, un mix di crema di latte, riso soffiato, crema al cioccolato al latte e al cioccolato bianco con sopra panna fresca, una vera bomba di piacere! Per chi vuole rimanere più leggero, dato che a volte troppa farcitura può risultare stucchevole, c’è anche una versione di pancake più “light”: parliamo del pancake “tutti i frutti” con frutta fresca e sciroppo d’acero.

Costo pancakes: 10 euro.

I dolci non finiscono qui…

Il menù è arricchito anche di millefoglie (8 euro), tiramisù e profiteroles “fai da te” (7,50 euro), ovvero da comporre sul momento con gli ingredienti che ti portano al tavolo, semifreddi (8 euro) e molto altro. Insomma ce n’è per tutti i gusti!

Per chi non ha voglia di dolce ci sono infine anche varie bevande e prodotti di caffetteria che possono essere accompagnati da cookies al cioccolato o ai cereali e biscotti (farro e mirtillo, zenzero e limone, cannella) offerti dal biscottificio. Inoltre è possibile scegliere anche la formula aperitivo, oppure andare per cena, essendo anche un ristorante.

Conclusioni:

E’ un locale molto carino, elegante, con piatti appetitosi e abbondanti. Vi consigliamo di andare a stomaco vuoto se volete provare proprio una cheescake: sono infatti abbastanza grandi e farcite, una vera sfida riuscire a finirle! Sicuramente non rimarrete delusi, soprattutto se siete appassionati di dolci come noi.

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Panettone MAXIMO

Il Festival del Panettone di Roma

VOTO: 9

LUOGO: Boscolo Circo Massimo, via dei Cerchi, 87 00186 Roma

COSTO: 10 euro adulti, 5 euro bambini fino a 12 anni

CONSIGLIATO:

Lo scorso 15 Dicembre 2019 è stata organizzata la prima edizione del Festival del Panettone di Roma, che ha visto i migliori pasticceri romani  confrontarsi nella preparazione del panettone artigianale, quello tradizionale secondo disciplinare (vedi il prossimo paragrafo) e quello al cioccolato, a tema libero. Si è svolto nel cuore di Roma a Boscolo Circo Massimo che è un Boutique Hotel con spazio eventi unico in quanto si sviluppa all’interno del Palatino e delle Mura Romane, proprio di fronte al Circo Massimo. 

Sono tante le pasticcerie che hanno partecipato: Achilli Caffè, Antonini, Barberini, Bompiani, Casa Manfredi, D’Antoni, Gruè, Le Levain, Nero Vaniglia, Panzini, Patrizi, Pompi e Santi Sebastiano e Valentino, ma solo una ha ricevuto il titolo di “Miglior Panettone di Roma” dopo l’attenta valutazione di una giuria di esperti. Parliamo della pasticceria Gruè, decretata vincitrice della gara sia per la categoria tradizionale che nel tema libero al cioccolato. Spieghiamo però che si intende per “tradizionale”. In base al decreto intitolato “Disciplina della produzione e della vendita di taluni prodotti dolciari da forno”, emanato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze gli ingredienti principali di un panettone “secondo il suo disciplinare” devono essere: farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria “A” o tuorlo d’uovo o entrambe, in quantità tali da garantire non meno del 4% in peso in tuorlo; percentuale di materia grassa butirrica non inferiore a 16; uvette e scorza di agrumi canditi (arance e cedri), non devono scendere al di sotto della soglia del 20%; lievito naturale costituito da pasta acida.

Non si è trattato però solo di una competizione: l’evento era ben più esteso e comprendeva anche banchi di degustazioni e vendita di panettoni ed eccellenze enogastronomiche del territorio laziale, tra cui vini di qualità. In ogni stand dedicato a una pasticceria si offrivano panettoni di vario tipo, dal classico a quello al pistacchio, oppure pere e cioccolato o solo cioccolato e molti altri. Nello stand Giuffrè ci hanno offerto un panettone squisito farcito con gelato allo zabaglione e al cioccolato. Dopo l’assaggio era possibile acquistare il preferito ad un prezzo ridotto rispetto a quello di vendita.

Non sono mancati talk di approfondimento sul lievitato, interviste e lo show cooking di maestri pasticceri della Capitale: Giuseppe Amato (La Pergola), Marion Lichtle (Il Pagliaccio), Marco Nuzzo (Imàgo) e Antonella Mascolo (Verve all’Hotel DOM). Lo show ha dato la possibilità a molte persone di approfondire la cultura culinaria che c’è dietro la ricetta di un panettone artigianale, terminando con la degustazione delle prelibatezze appena preparate.

Per concludere è stata una giornata all’insegna dell’arte culinaria, un appuntamento con il dolce più apprezzato sulle nostre tavole durante il periodo natalizio. Sperando che ci sia un’altra edizione il prossimo anno, vi invitiamo a immergervi almeno una volta in questo universo culinario!

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Osteria Circo

LOCATION: 8; CIBO: 7 e mezzo; SERVIZIO: 8

TIPOLOGIA DI LOCALE: osteria romana

PREZZI: medio-alti

INDIRIZZO: Via dei Cerchi, 79, 00186 Roma 

CONSIGLIATO:

Una delle nostre ultime tappe nella capitale ha visto come protagonista un’osteria proprio di fronte al Circo Massimo, nel cuore della Roma più antica. Specializzata in cucina tradizionale romana, “Circo” si presenta molto bene già dall’ingresso, incorniciato da luminarie natalizie. Anche la location all’interno con un clima che è tipico dell’osteria, ma che conserva anche la sua eleganza, ci ha colpito fin da subito. È un ambiente caloroso e accogliente, che ci è sembrato abbastanza informale per come è arredato: tavoli di legno, tovagliette di carta, bancone da cocktail bar, scaffali con le bottiglie in vista.

Una volta sistemate ai tavoli, cariche di aspettativa, ci siamo apprestate a testare il menù, che era il fulcro della nostra serata. Sarà davvero all’altezza dei più meritevoli ristoranti di cucina romana? Iniziamo a leggere: antipasti di vario genere, primi piatti romani, tra cui rigatoni all’amatriciana, alla carbonara e alla gricia, tonnarelli cacio e pepe, pincinelle acqua e farina, secondi e per finire dolci fatti in casa erano le proposte per la cena. Abbiamo perciò iniziato con vari antipasti che comprendevano oltre a polpette di verdure, puntarelle e mozzarelline, anche i classici carciofi alla giudia, davvero buoni.

Per quanto riguarda i primi ci siamo decise per i classici rigatoni all’Amatriciana, che abbiamo trovato però un po’ troppo al dente, e i tonnarelli cacio e pepe su cui invece non abbiamo niente da ridire. Nel complesso comunque siamo rimaste soddisfatte. Il costo per questi piatti è di 11 euro. Abbiamo infine assaggiato l’abbacchio del Lazio (20 euro), buono anche se non molto saporito.

Non potevamo non terminare con i dolci: un tiramisù fatto in casa (costo 7 euro), abbastanza leggero e molto morbido, da mangiare quasi in un solo boccone, e un barattolo di crema pasticcera con tozzetti (7 euro) a dir poco squisita.

Conclusioni:

Location carina e strategica nel cuore di Roma, ben arredata e accessibile sia con la macchina che con i mezzi, cucina di qualità e personale disponibile riassumono la nostra opinione della serata. Vale la pena provarlo almeno una volta perché ne rimarrete sicuramente soddisfatti!

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Posto Restaurant Bar – CHIUSO

LOCATION: 7 e mezzo; COCKTAIL BAR: 7; SERVIZIO: 7

TIPOLOGIA DI LOCALE: ristorazione, aperitivi, cocktail bar

PREZZI: medi

INDIRIZZO: Viale delle Provincie, 16/20, 00162 Roma

CONSIGLIATO:

A due passi da piazza Bologna, su una delle vie più frequentate dai giovani apre un nuovo locale: Posto. La location carina, ben arredata, e l’atmosfera piacevole, un pò soffusa sono le prime cose che ci hanno attirato. Ci siamo dette: proviamolo! Era un venerdì sera quindi il locale era pieno, ma per fortuna abbiamo trovato un tavolo libero.

Sebbene il menù offrisse un’ampia varietà di alcolici, noi abbiamo optato subito per i cocktail, chiedendo anche consiglio al cameriere. Erano tutti particolari e innovativi, al prezzo di 8 euro (vedi menu sotto). Tra questi abbiamo provato “Camilla” con vodka, camomilla, limone, vaniglia, bitter aromatico, velluto di camomilla e vaniglia e “Santa Claus” con bourbon, rabarbaro, lime, zucchero liquido e velluto di nocciola. Era buona la presentazione, meno il contenuto: avevano infatti un gusto particolare, che dopo un po’ stufava, ed erano anche abbastanza forti.

Conclusioni:
Locale carino, meno convincenti i cocktail fatti da loro, anche se originali. Potrete comunque optare per quelli classici o prendere il vino, che sembra l’opzione più gradita a molte persone in questo locale. Se uscite in zona è comunque uno dei posti che consigliamo per il dopocena ed è facilmente raggiungibile con i mezzi, essendo a pochi passi dalla metro B. Il locale ha anche la cucina e organizza aperitivi per chi cercasse un posto dove poter anche mangiare o semplicemente stuzzicare qualcosa.

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Seu al Mercato Centrale

LOCATION: 7; CIBO: 8,5

TIPOLOGIA DI LOCALE: Pizzeria, Cucina Napoletana

PREZZI: medi

INDIRIZZO: Via Giovanni Giolitti, 36, 00185 Roma

CONSIGLIATO:

Sicuramente almeno una volta nella vita vi sarà capitato di trovarvi nella stazione Termini di Roma e non sapere dove poter mangiare qualcosa che non fosse il solito panino riscaldato al bar o una cosa al volo al fast-food.

Per questo vi proponiamo un’alternativa: il Mercato centrale, una fantastica soluzione per chi ha necessità di mangiare qualcosa al volo, ma allo stesso tempo non vuole rinunciare alla qualità.

Oggi vi parleremo della “bottega” di SEU, all’interno del Mercato Centrale per l’appunto.

QUALCOSA SU PIER DANIELE SEU

Pier Daniele Seu, 28 anni, iniziando per puro caso la sua passione per la pizza tramite un corso amatoriale ad Ostia, oggi è un giovane talento romano, affermato nel panorama regionale e non, che si è portato da poco a casa il titolo di “pizzaiolo dell’anno”. Si piazza 8° nella classifica dei “50 top pizza Italia 2019”, ricevendo anche il premio di “migliore pizza nel lazio” e “miglior pizza romana”.

Incuriosite dalla sua fama, abbiamo deciso così di scoprire e testare la specialità della sua “bottega”, ovvero la pizza.

“SEU” AL MERCATO CENTRALE

La prima cosa che salta all’occhio è la realizzazione della pizza a vista: è possibile vedere tutti gli accurati procedimenti fino alla fase finale, ovvero la cottura.

Ovviamente, essendo uno stand, ci troviamo davanti ad una limitata scelta di pizza, ma che comprende i gusti tradizionali, accontentando l’esigenza di ogni palato.

Nonostante la scelta limitata, Pier Daniele Seu riesce a spaziare tra la classica margherita o marinara (tipologie sempre presenti) e creazioni per palati più sofisticati, come la pizza con scarola, alici, olive e pinoli (tipologie che cambiano stagionalmente ).

Una delle cose che più ci ha colpito è l’impasto della pizza, altamente digeribile, grazie all’uso di farine di tipologia diversa, una lunga lievitazione ed un utilizzo minimo di lievito. Possiamo parlare di una pizza che si pone tra l’essere metà napoletana e metà romana, in quanto l’impasto viene steso sul marmo e durante questa fase viene data particolare attenzione al cornicione, completando la cottura a boccaforno per conferirgli la croccantezza e la tipicità di Seu.

ARREDAMENTO

L’arredamento è molto spartano, considerando che è una postazione da stand. Inoltre non c’è servizio al tavolo, ma vi viene assegnato un numero, il quale verrà chiamato dal display presente.

CONCLUSIONI

Calcolando i prezzi medi, che si aggirano intorno ai 7-12 euro, e l’estrema qualità offerta, ne vale davvero la pena. Difficilmente vi capiterà di mangiare una pizza con un impasto di questo genere, che non vi rimarrà sullo stomaco.

Se avete voglia di approfondire l’esperienza con Seu, potrete provare anche la sua pizzeria in zona Trastevere (via Angelo Bargoni 10-18), prenotando almeno 2 settimane prima.

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PostOffice al Sublime La Villa

LOCATION: 9; CIBO & DRINK: 7 e mezzo; SERVIZIO: 8

TIPOLOGIA DI LOCALE: apericena; cocktail bar; discoteca

PREZZI: medi

INDIRIZZO: Via Alessandro Fleming, 55, 00191 Roma

CONSIGLIATO: assolutamente sì

Tra gli eventi organizzati per ballare e divertirsi, il PostOffice sta riscuotendo un particolare successo tra i giovani intorno ai 25 – 35 anni a Roma, come anche in altre città d’Italia. L’appuntamento è ogni giovedì in location diverse, che però vengono scelte accuratamente di volta in volta. Ve ne citiamo alcune molto belle in pieno centro: teatro Quirino, palazzo Brancaccio, villa Borghese (Satyrus), via del Tritone (Coho Apartment). Però oggi vi parliamo di un’altra location meravigliosa e gettonata per serate di questo tipo, ovvero “Sublime La Villa”. E’ stata scelta proprio questa villa vicino a Ponte Milvio per l’ultimo evento PostOffice a cui abbiamo partecipato.

La location

Grande palazzo a tre piani, che dispone di varie sale, terrazza panoramica e ampio giardino, ingresso con scalinata: un posto senza dubbio affascinante e ricercato. Ad arricchire l’atmosfera in occasione delle feste ormai vicine c’erano luminarie su tutta la facciata dell’edificio, che regalavano alla location eleganza e luminosità, così come una distesa di luci lungo tutta la passerella d’ingresso. L’interno, non meno sorprendente, ha un aspetto elegante e chic. In particolare, ci ha colpito l’arredamento e l’architettura delle sale: lampade, decorazioni, quadri, opere d’arte e mobili dal design moderno. Oltre alle varie sale fornite di tavoli e divanetti per mangiare o bere, c’erano anche due sale per ballare: una al piano terra, circondata da pareti di vetro trasparenti da cui si scorgeva il giardino circostante e una al primo piano.

La serata

Si inizia con la cena a buffet a partire dalle ore 20 al costo di 15 – 20 euro a seconda che prenotiate il tavolo o meno. A nostro avviso è conveniente arrivare per cena perché ad un prezzo buono, quasi equivalente a quello del dopocena, avete la possibilità di mangiare oltre ad avere accesso alla serata. Il buffet al Sublime era particolarmente ricco e soddisfacente. Venivano offerti no limits vari primi tra cui lasagna, orecchiette e riso, fritti (crocchette e mozzarelline), salumi e formaggi e per finire dolci. Era inclusa nel prezzo anche una bevanda a scelta tra cocktails, vino o analcolici.

La musica di sottofondo alla serata, prima leggera e d’atmosfera per la cena, poi si scatena intorno alle 22, quando inizia la serata danzante: tolti tutti i tavoli per il buffet si fa spazio a chi balla e vuole divertirsi in pista. Si tratta di un mix di musica anni 80-90 e hit del momento, proposte in versione piano bar o remixate (intorno alla mezzanotte) dal Dj set. Vede protagoniste canzoni molto famose della musica italiana e straniera. È perciò piacevole e coinvolgente, anche se spesso è ripetitiva. Ci è capitato infatti di sentire più di una volta la stessa canzone tra una sala e l’altra e la compilation si ripete più o meno allo stesso modo per tutte le serate del PostOffice. Questa è l’unica nota negativa della serata che vogliamo evidenziare. Per il resto è organizzata molto bene e curata nei minimi dettagli.

Conclusioni

E’ un evento a cui consigliamo di partecipare, se volete passare una serata all’insegna della musica e del divertimento, senza rinunciare all’eleganza e alla qualità. Non ci troviamo infatti di fronte al solito ambiente da discoteca, ma ad un tipo di serata differente, più ricercato e qualitativamente migliore. Piace anche a chi non è amante della discoteca, perché prima del vero e proprio Dj set la serata è accompagnata sostanzialmente dal piano bar. Sottolineiamo però che in serate come quella al Sublime la pista principale tende ad essere strapiena, perché la location bellissima e il tipo di serata attraggono molte persone. C’è comunque modo e spazio di trovare un ambiente più tranquillo, dato che l’evento si svolge in più sale. Per esempio, nella sala al primo piano, dove abbiamo preso il tavolo, l’atmosfera era più tranquilla e c’era abbastanza spazio per ballare. La peculiarità del PostOffice è proprio il fatto che offre ampi spazi e opportunità, oltre a favorire incontri e nuove conoscenze. Concilia dunque degli aspetti fondamentali: cibo, musica e ambiente. Cosa volere di più?

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Salvatore Di Matteo, Le Gourmet

LOCATION: 8,5; CIBO: 8,5; SERVIZIO: 9

TIPOLOGIA DI LOCALE: Pizzeria, Cucina Napoletana

PREZZI: medi

INDIRIZZO: Via Vittoria Colonna, 32, 00193 Roma RM

CONSIGLIATO:

Non siamo a Napoli, a via dei Tribunali, ma a Roma, poco distanti da piazza Cavour, per provare il nuovo ristorante del Maestro pizzaiolo Salvatore di Matteo. La scelta dello chef partenopeo è quella di portare nella capitale l’eccellenza della pizza napoletana riproponendo lo stesso menù e la lista pizze “gourmet” del ristorante della famiglia Di Matteo sito a Napoli. 

Il gusto e l’autenticità dei prodotti sono assicurati: come antipasti troviamo i celebri fritti di Di Matteo famosi in tutta Italia per il gusto e l’ottima qualità della frittura. Tra questi impossibile non citare la frittatina di pasta ripiena di carne macinata o quella in versione vegetariana, le crocché di patate, la montanara maxi detta “del nonno” che più che una montanara ricorda una mini pizza fritta. 

Presenti anche antipasti tipici della cucina partenopea come la mozzarella di bufala e la parmigiana di melanzane.

Il menù delle pizze

Le pizze sono suddivise in: tradizionale, pizze “gourmet”, pizze del regno e special edition. Tra le tradizionali, ovviamente spiccano la Margherita semplice o con bufala, nelle “gourmet” invece le pizze con abbinamenti più particolari come la pizza con mortadella e crema di pistacchio, la “faccia gialla” con pomodorini gialli e profumata scorza di limone di Sorrento o la pizza Nerano. Molto particolari anche le pizze del regno e le special edition, quest’ultime autentiche invenzioni firmate di Matteo come le pizze pluripremiate campania felixripieno world cup: la prima una margherita con pomodorini pelati dal gusto dolciastro mitigato dal sapore deciso del pecorino romano, la seconda una pizza a forma di mezzaluna ripiena di pomodoro, ricotta e cicoli e condita sopra con pecorino e mozzarella di bufala. 

Non può mancare nella lista delle pizze anche la tradizionale pizza fritta napoletana: un calzone fritto extra large, con abbondante ripieno di ricotta, cicoli pomodoro e provola.

Pizza fritta tradizionale

La proposta dei dolci

Tra i dolci, appartenenti tutti alla tradizione partenopea, vengono proposti il classico babà al rum, la pastiera napoletana, la caprese al cioccolato e gli angioletti e diavoletti con crema di nocciole e zucchero a velo. Inoltre troviamo delle varianti molto originali del babà, tra cui il babà con crema e fragole ed il babàmisù, molto squisiti. Oltre le proposte alla carta, si possono acquistare le paste tipiche partenopee al bancone presso l’ingresso del locale.

Arredamento e servizio

L’arredamento con piastrelle di porcellana colorate, tipiche della costiera amalfitana, suscita un senso di calore tipico del sud. Nonostante l’apparente semplicità, il locale ha un impeccabile stile che ricorda i ristoranti eleganti di Positano.

Il servizio è molto buono con tempi di attesa delle portate giusti ed efficienza nelle ordinazioni. Da sottolineare la simpatia e gentilezza del personale che oltre a limitarsi a fare i loro compiti, intrattengono il cliente mettendolo a loro agio e trasmettono il tipico calore del popolo partenopeo. Non possiamo fare a meno di citare la simpatia del cameriere Gennaro, che ci ha servito con gentilezza e simpatia tutta la sera.

Nonostante la rapidità del servizio, non possiamo non annotare l ‘impossibilità di prenotare ed i lunghi tempi di attesa all’ingresso per accedere al locale, soprattutto il weekend quando per avere un tavolo si supera l’ora di attesa.

Conclusioni

Prodotti di qualità, condimenti saporiti e porzioni molto abbondanti. L’unica pecca è stato l’impasto della pizza non del tutto eccellente perché rimaneva un pò colloso. 

In conclusione il locale, seppur non del livello di quello a Napoli, rimane un ottimo punto di riferimento per mangiare la pizza napoletana a Roma. 

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Int. 2

LOCATION: 9; COCKTAIL BAR: 7 e mezzo; SERVIZIO: 8

TIPOLOGIA DI LOCALE: cocktail bar

PREZZI: medio-alti

INDIRIZZO: Piazzale di Ponte Milvio, 43 primo piano, interno 2, 00135 Roma

CONSIGLIATO:

Oggi ci spostiamo nel quartiere di Ponte Milvio, bellissimo e storico ponte romano. Essendo molto rinomato per la vita notturna agli occhi dei turisti e dei cittadini di Roma, vogliamo dare qualche suggerimento per chi volesse trascorrere la serata in questa zona e provare qualcosa di diverso.

Quest’oggi vi proponiamo Int. 2, un locale davvero originale che non molti di voi conosceranno. Pur trovandosi nella piazza principale, se non si sa dell’esistenza, non ci si arriverà facilmente. Si trova infatti all’interno di un palazzo, senza insegna o indicazioni particolari. Sicuramente sarete passati varie volte davanti al portone d’ingresso senza mai farci caso. E’ singolare infatti la modalità di accesso, che all’inizio può provocare un pò di scetticismo: devi citofonare all’int. 2, salire al primo piano e suonare all’appartamento, proprio come se stessi andando a trovare un amico.

Il locale

L’interno ricorda per l’appunto quello di una casa, molto accogliente e familiare, ma allo stesso tempo particolare ed elegante. È infatti composto da 4 stanze che sembrano 4 piccoli salotti. Ognuna è molto bella e ben arredata con candele, lampade particolari, divani, sedie a dondolo, tavolinetti con qualche libro poggiato qua e là, a dare un tocco intellettuale e affascinante all’ambiente.

Ma c’è una stanza in particolare che ci ha colpito perché ha una parete rivestita di piante e qualche luce che rendono l’atmosfera ancora più suggestiva. A nostro avviso è la migliore, non solo dal punto di vista estetico, ma anche perché è separata dalle altre da una porta scorrevole. Perciò è abbastanza tranquilla e riservata, a differenza di altre stanze che sono di passaggio e per lo più occupate da gruppi numerosi (anche per feste). Fortunatamente ci hanno fatto accomodare proprio qui!

Il cocktail bar

I cocktail sono ottimi e originali. In particolare ne suggeriamo 2 che abbiamo provato (costo 10 euro) e ci sono piaciuti: “La prima volta” con Beefeater Gin, St-Germain, succo di uva rossa, limone, sciroppo di susine, albume e “Così è la vita” con Beefeater Gin, amaro Nonino Quintessentia, limone, sciroppo di vaniglia e uva passa e albume. Sono abbastanza dolci quindi magari non soddisfano tutti i gusti. Se chiedete alla cameriera, come abbiamo fatto noi, lei saprà consigliarvi al riguardo.

La maggioranza dei cocktail viene 10 euro, ma ce ne sono anche altri intorno agli 11-13 euro. Sul menù troverete anche delle pagine dedicate ai cocktail classici o ad altri alcolici a base di gin, vodka ecc., però in alternativa si può prendere anche un calice di vino.
Sottolineiamo invece che non c’è la possibilità di chiedere bevande analcoliche di nessun genere, neanche su richiesta. La cosa ci ha un pò stupito e ci sembra un limite, in particolare per i clienti che non possono o non vogliono bere alcolici.

Note sul locale

All’ingresso vi faranno fare una tessera annuale perché è necessario essere soci per accedere al locale. Il costo è di 2 euro ed è valida dal 1° ottobre al 30 settembre. E’ necessario prenotare perché è facile trovare pieno se vi presentate lì il giorno stesso, essendo comunque un locale piccolo e ricercato. All’ingresso infatti, prima di fare la tessera, chiedono sempre se hai prenotato. Vi consigliamo perciò di non rischiare!

Conclusioni

È un locale sicuramente da provare con gli amici o anche per una festa, ed ha un’atmosfera perfetta per una serata romantica. Una vera chicca di Ponte Milvio!

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Dorayaki

LOCATION: 7; CIBO: 8+; SERVIZIO: 7,5

TIPOLOGIA DI LOCALE: dorayaki shop, sala da the, pasticceria

PREZZI: medi

INDIRIZZO: Via del Porto Fluviale, 3 E, 00154 Roma RM

CONSIGLIATO:

Ci troviamo in via del Porto Fluviale, zona ostiense, per scoprire un luogo che conquisterà il cuore dei giappo food dipendenti. Non stiamo parlando di sushi o ramen, ma di “Dorayaki”, il primo locale a Roma specializzato in dorayaki dolci o salati.

Per chi non fosse esperto di cucina nipponica vi raccontiamo di cosa si tratta.

I dorayaki, nella ricetta tradizionale, sono dei dolci simili a pancake generalmente farciti, come fossero panini, con l’anko, una marmellata dolce rossastra ricavata dai fagioli azuki. Il nome dorayaki si dice derivi da “dora” che significa gong: in effetti il dolce ha un formato molto simile a quello dello strumento musicale utilizzato nei templi giapponesi.

Vi ricordate il cartone Doraymon?

Se sì, i dolcetti di cui andava ghiotto il gatto Doraymon erano proprio i dorayaki e, come noterete acquistando un dorayaki, troverete su ognuno una stampa di un personaggio dell’anime Doraymon.

Ma torniamo a parlare del nostro dorayaki-shop, tutto romano. Se avete dei dubbi sull’autenticità della cucina nipponica vi basta sapere che il locale è di possesso di Kayoko Tokumoto, già proprietaria della celebre pasticceria Mme Kiki a Kobe, in Giappone, e che qui a Roma ha stretto collaborazione con l’Akira Ramen Bar, di cui uno dei locali sorge a pochi passi da Dorayaki.

Foto profilo Instagram mmekiki

Il menù contiene una pagina dedicata ai soli dorayaki con 6 differenti tipologie di dorayaki dolci, con farciture giapponesi classiche come l’azuki e il matcha o rivisitate con cioccolato, gelato o tiramisù. Sono altrettante 6 le tipologie di dorayaki salati, anche in tal caso con ripieni sia di gusto giapponese che italiano: troverete ad esempio il “Romano”, con prosciutto cotto e scamorza bio, oppure il Karaage con ripieno di pollo in salsa di soia. E’ possibile inoltre ordinare 10 mini dorayaki di gusti misti al prezzo di 12 euro. I dorayaki sono rigorosamente preparati al momento e di ottima qualità: l’impasto è con zucchero, miele e farina di Riso bio, senza glutine e grassi.

Oltre al menù fisso vi sono anche dei dolci in versione limited edition che variano periodicamente.

Per accompagnare i dorayaki si può ordinare da bere degli ottimi the giapponesi, cocktail a base di sakè, vino, umeshu (il liquore giapponese alla prugna) o birre giapponesi. Sono disponibili anche il matcha latte, bevanda con the matcha e latte, o l’hoji latte (latte con té hoji, di gusto simile all’orzo) oppure soft drinks come la calpico soda, bevanda in lattina giapponese a base di latte.

Matcha latte servito freddo, accompagnato da un dorayaki

Alle 18 parte l’aperitivo: con 7 euro è possibile ordinare un drink nel menù, accompagnato da stuzzichini. Forse è un po’ caro per il quantitativo di cibo offerto, ma sono carini e originali sia i drink che gli assaggini serviti.

Conclusioni:

Dorayaki è una tappa assolutamente consigliata per gli amanti di questo dolce giapponese o per chi semplicemente è curioso e lo vuole provare. Lasciatevi avvolgere dall’atmosfera nipponica doc del locale, comincerete come doraymon a non poterne far a meno!

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Madre

LOCATION: 9; COCKTAIL BAR: 8- ; SERVIZIO: 8

TIPOLOGIA DI LOCALE: cocktail bar/ristorante

PREZZI: medio-alti

INDIRIZZO: Largo Angelicum, 1/a, 00184 Roma

CONSIGLIATO:

Passeggiando per le varie strade nel cuore del quartiere Monti ci siamo lasciate ispirare da un locale molto particolare chiamato “Madre”. La prima cosa che colpisce è la location, a partire dall’ingresso che vede come sfondo la bellissima chiesa dei Santi Domenico e Sisto. Entrati dentro vi troverete sulla sinistra una sala meravigliosa, immersa nel verde. Il soffitto, ricoperto di piante rampicanti che pendono verso il basso, vi darà l’impressione di non trovarvi in un locale, ma bensì in una foresta. Così come il soffitto anche le pareti sono rivestite di piante e adornate da cascate d’acqua che vi faranno immergere in un’atmosfera magica ed esotica. L’acqua che sentirete scorrere sulle pareti è un piacevole sottofondo per la vostra serata. Per finire, il design dell’arredamento, moderno ed elegante, si adatta bene all’ambiente.

Il dopocena

Il locale propone un’ampia lista di cocktail, tutti abbastanza particolari, che permette di spaziare un po’ e di evitare di prendere i classici drink. Noi abbiamo optato per questi tipi di cocktail e siamo rimaste soddisfatte:

• Il Pasion Doble con Rum, Purea Passion fruit, maraschino, lime e zucchero;

Operaciòn Husky con Campari Bitter Vermouth, liquore pino mugo quaglia, bitters agli agrumi e spuma di bergamotto;

• L’#Ohana con Rum mix, Campari, sciroppo di cannella, Lime, Arancia, liquore alle nocciole, Bitter all’arancia e Rum overproof.

Ci sono sembrati buoni e originali. Il costo si aggira sui 12-14 euro, quindi abbastanza alto e oggettivamente al di sopra della media dei locali di Roma.

Questo locale è anche un ristorante che offre vari piatti spagnoli e italiani e pizzeria (il nome ‘Madre’ rimanda al lievito madre utilizzato per l’impasto). Si tratta di pizze gourmet, molto particolari, ma dai prezzi molto elevati: una semplice pizza margherita viene 15 euro! Per fare qualche esempio più particolare, sul menù propongono una pizza con stracciatella e gambero rosso marinato al pepe nero (28 euro) oppure tra i piatti di pesce (tutti a un costo che va dai 14 ai 24 euro) una spigola con mango, ananas grigliato e leche de tigre. Nel menù non mancano antipasti, tacos, maritozzi salati di vario tipo (alla parmigiana, con insalata di pollo con burrata e acciughe del Cantabrico o con seppie e piselli), parrilla di carne, insalate e dolci (dal classico tiramisù a piatti più particolari come “Roca de fresa” con brownie, mousse al cioccolato fondente, cuore di fragola e glassa rocher). Insomma gli abbinamenti incuriosiscono, l’offerta è varia e interessante. Non troverete ovunque piatti di questo tipo.

L’unica nota negativa riguarda i prezzi, che sono abbastanza alti sia per la cena che per il dopocena. Il personale invece ci è sembrato gentile. Appena arrivate ci hanno fatto accomodare subito, anche se non avevamo prenotato.

Conclusioni:

è la scelta giusta per chi vuole godersi un buon cocktail in un locale chic e ricercato, senza badare al costo. Sembrano invitanti anche i piatti proposti, sebbene non abbiamo avuto ancora occasione di provarli. Ma sicuramente ci torneremo! In questo locale c’è ovviamente anche la possibilità di organizzare feste: la spesa sarà elevata, ma sicuramente i vostri ospiti ne rimarranno sbalorditi. La location infatti è una delle più belle che abbiamo sperimentato finora.

Vi è stata utile la recensione? Seguiteci per non perdervi la prossima!

#whynot? #sistersandfede


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